La semplicità è complessa, il semplicismo è un difetto. Moscato d’Asti Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi

Autore :

  

Fabio Bruno

“La semplicità è complessa mentre il semplicismo è un difetto”, è una frase che ho sentito alla radio in una trasmissione che trattava di argomenti economici e processi produttivi, mi è piaciuta un sacco ed ho cercato di appropriarmene provando ad attribuire questo banale concetto ad un vino (ma guarda un po’ ), ponendomi una domanda:

A quale vino assocerei questa frase?

La mia risposta è stata immediata.

L’assocerei ad un vino semplice e gustosissimo che mi fa rivivere tutte le festività passate in famiglia con i parenti, con i cuginetti, quando si sperimentavano i primi cucchiaini di caffè con un chilo di zucchero ed i primi assaggi con quel dolce vino, neanche troppo di nascosto, perché così facevano, con tutte le raccomandazioni del caso, un tempo gli adulti con i ragazzini, insomma, il Moscato Bianco per me è sinonimo di nostalgia, felicità e semplicità.

Se chiedessi ad una platea di over 40 nata e vissuta in Piemonte di alzare la mano a chi avesse assaggiato, come primo vino nella loro vita, un moscato bianco frizzante o spumantizzato, sicuramente vedrei una miriade di braccia alzate.

Per quel che mi riguarda, il Moscato d’Asti è un’istituzione.

Sottovalutato da molti esperti del vino, perché troppo facile, semplice, beverino, o forse per la ragione che è aromatico e profumato, addirittura non considerato perché che è poco costoso e poco alcolico , ma c’è un però, grande quanto il fatto che è stato, e lo è ancora, uno dei vini italiani più venduti in tutto il mondo. 

Bevendo un bicchiere d’Asti si sente nel palato la stessa identica dolcezza, freschezza e aroma di un acino di moscato appena mangiato, già, perché questo vitigno lo si è sempre usato anche come uva da pasto.

Un vino legato quindi alle emozioni, da bere e basta, senza cercare struttura o sentori che ti fanno inerpicare in descrizioni chilometriche per raccontarli.

A me basta sentire il suo profumo nel bicchiere e immediatamente ho un ricordo di vaniglia, o così mi sembra, non perché io lo senta realmente sempre, ma il suo profumo nella mia testa è legato alle bignole, alla panna, al pandoro al panettone e altri prodotti di pasticceria lievitata, dove lo zucchero e la vaniglia regnano.

A confermare ulteriormente la mia personale Venerazione verso questo vitigno, è un articolo riportato da Intravino [link], un pezzo che si dovrebbe stampare, posterizzare e, come si faceva anni fa, appiccicarlo sul muro di fronte al letto, oppure usarlo come schermata fissa su desktop, laptop, tablet, smartphone e qualsiasi schermo a disposizione.

L‘articolo [link] tratta di uomo che è stato un grande selezionatore di vini prestigiosissimi in una nota casa d’aste londinese, costui, per festeggiare il suo novantesimo compleanno, ha realizzato una cena accompagnato da vini sontuosi ed inarrivabili ai comuni mortali, di queste prestigiose bottiglie si è riservato di concludere la galattica batteria con il più semplice dei vini: lascio indovinare quale vino possa mai essere stato.  

Il Moscato d’Asti di Eredi Angelo Icardi ritratto in foto ne è un esempio, un vino dolce frizzante, diretto, profumo di fiori freschi e di rose, pesca, erbe aromatiche, salvia, al palato è fresco, dolce  ma non stucchevole, piacevolissimo.

Lo si trova nei supermercati del Gigante ad un prezzo intorno a 7 euro.

Rapporto qualità/prezzo : ottimo.

 

Cos’è la WineList

Fabio Bruno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *