Cirò Scala, la Calabria che immagino

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fabio bruno
fabio bruno

I vini calabresi li conosco poco, anzi, non li conosco affatto, non potrebbe essere altrimenti dato che non ho mai avuto il piacere di visitare la punta dello stivale.

Se non ci si reca presso i luoghi di una determinata DOC, se non si respira la stessa aria dei produttori, se non si cammina sulla stessa terra, non si può capire come e perché un vino possa essere rappresentativo di un luogo.

Io non lo so se il Cirò di Scala è un vino che “esprime il territorio” – una frase che ultimamente forse è persino abusata – so di certo che è molto buono con dei profumi e dei sapori che per la mia esperienza enoica sono nuovi ma facili da interpretare come un vino dall’ottima bevibilità e buona struttura; mi piace assai, ed anche ai commensali presenti all’apertura di questo vino è piaciuto un sacco, direi che siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi, dopodichè la domanda incessante è stata una sola : “dove l’hai trovata, hai un’altra bottiglia?” (L’ho trovata a Piacenza al Mercato dei vini FIVI, purtroppo ne ho presa una sola)

Siamo stati anche condizionati dalla particolare etichetta che ci ha riportati indietro di qualche anno ma che fa da contrasto con i profumi e sapori freschi contenuti nella bittiglia, perciò si rimane spiazzati, con il pensiero si è in qualche angolo della mente perduto nei ricordi mentre le sensazioni olfattive e tattili sono fresche, terrene, sono percezioni che raccontano il presente.

Non conosco il territorio ma il suo vino mi ha trasmesso delle emozioni andando oltre all’oggettiva bontà del prodotto, mi ha sollecitato la curiosità, mi ha chiamato ed ora non mi resta che andare a solcare lo stesso terreno e respirare lo stesso cielo.

Cirò Rosso Classico Superiore 2016 Scala

Vino di solo Gaglioppo 100% ha un Colore rosso rubino, i profumi sono intensi, spiccano i frutti maturi rossi e rabarbaro ma è presente soprattutto la speziatura dolce, ho associato quest’ultimo profumo, percepibile anche in bocca (percezione gusto-olfattiva), al tabacco da masticare che qualcuno usava ai tempi dei nostri nonni, quasi una sensazione dolce (non riconducibile a un difetto).

Al palato è veramente ben equilibrato, l’ho servito ad una temperatura tra 14 – 15°C per mitigare il gran caldo di questi giorni ed è risultato un vino dalla buona bevibilità a tutto pasto, pur avendo un’ottima struttura non è “pressante”, ottimo con una grigliata di carne. Non si percepiscono i 14%Vol., ha un tannino morbido e un finale persistente.

Il rapporto qualità/prezzo è ottimo, ha un costo di circa 10 euro, veramente poco rispetto alla goduria che offre ai recettori tattili, gustativi e olfattivi.

fabio bruno

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