30 anni di vino

Autore :

Fabio Bruno
Dopo una lunga giornata di lavoro o alla fine di un weekend stressante con la famiglia e parenti, accomodati sulla tua poltrona, rilassati e distendi i nervi, se sei un fumatore accendi il tuo sigaro preferito, guarda la tv oppure sfoglia le pagine di un libro, perché ora è il momento di contemplare la tua personalità, la tua pazienza, il tuo lavoro, la tua fatica, insieme alla maturità di uno che, come te, ha passato tanto tempo a costruire il proprio carattere. Costui potrebbe essere il tuo compagno/a, un tuo amico/a di lunga data, oppure un fratello, che sa ascoltare e si sa raccontare e ti induce alla riflessione, all’introspezione, all’ appagamento.
Non solo ti fa compagnia nel tuo momento di relax tanto atteso a fine giornata, ma sa anche animare una sera con amici, perché lui diventa il protagonista e si impone con il suo spettacolare equilibrio, e godi, godi con le altre persone della sua bontà, del suo fascino. L’atmosfera della serata a questo punto è semplicemente armoniosa e l’artefice di tale completezza è il marsala.
E’ ciò che ti puoi aspettare da un vino marsala che ha 30 anni sulle spalle, il Marsala Superiore Riserva Storica 1988 Vito Curatolo Arini. Trent’anni di sapienza da chi per oltre 140 anni sa fare delle autentiche perle enologiche.
Come ho affermato in precedenza, il vino marsala “si sa raccontare”, lunga ed affascinante è la sua storia, merita senz’altro un approfondimento [link] per conoscerlo e gustarlo con la mente e con tutti i sensi. Un racconto che inizia dal lontano 1772 con l’arrivo del commerciante di Liverpool Jhon Woodhouse al porto di Marsala, il quale si accorse di questo vino adatto al lungo affinamento. Nacque così il grande mito del marsala trasportato in tutto il mondo.

Il più antico produttore di Marsala a conduzione famigliare è Curatolo Arini, l’unico produttore che continua a fare il Mosto Cotto secondo il metodo tradizionale, a fuoco vivo, per conciare il vino e creare il vino liquoroso più conosciuto in Italia.

Il Marsala Superiore Riserva Storica 1988 Vito Curatolo Arini è realizzato dalla selezione di uve Catarratto e Grillo della vendemmia 1988, ha trascorso 22 anni in botte di rovere di Slavonia ed imbottigliato nel settembre del 2011. Da disciplinare è un ambrato ( quindi conciato con mosto cotto ) secco ( zuccheri inferiori a 40 g/l ).
Assaporando il Marsala Superiore Riserva Storica 1988 ti saltano alla mente i vigneti piantati ad alberello, le botti, il metodo soleras; il colore ambrato riporta allo scenario di un tramonto sul mare; i sapori e profumi agrumati, mandorlati e di canditi richiamano gli odori e sapori di una specifica cucina; lo pseudo-calore dell’alcool ricorda il sole mediterraneo; in pratica, hai difronte a te la fotografia della Sicilia e dei siciliani.
Intense sono le note vanigliate e caramellate, l’alcool ti dona morbide carezze al palato, non è mai stancante, è un’infinità di sensazioni e profumi sempre diversi ogni qualvolta porti il bicchiere alla bocca. Raccontare l’immensa gamma di aromi e sapori non basterebbe l’orizzonte sul mare di Marsala, vieni letteralmente sedotto dalla sua personalità. Infine, come ultimo descrittore sul posto d’onore di una improbabile classifica di importanza tra le sensazioni gustative, la più avvolgente, piacevole ed infinita persistenza che si possa desiderare.

Come spesso mi capita nelle recensioni dedicate al vino della mia WineList ( questo è una parte del testo della WineList n° #03 intitolato ” 30 anni di vino per 30 denari “ di vinoamoremio.it, il quale arriva direttamente nella casella email degli iscritti alla newsletter WineList, nel n° #03 descrivo in breve la storia e la classificazione del Marsala ) , anche in questa circostanza abbino il protagonista con il cibo anche se si tratta di un vino fortificato adatto al sorseggio solitario, il cosiddetto vino da meditazione.

L’accostamento con il formaggio stagionato dà grandi soddisfazioni, sopratutto con il granuloso Parmigiano e Castelmagno ma la morte sua è il Langa Blu ( un erborinato come il gorgonzola piccante ), il marsala 1988 si amalgama benissimo con la persistenza, la piccantezza del formaggio viene contrastata con il residuo zuccherino di 40 g/l del vino ed il tutto ti fa letteralmente sbavare dalla succolenza indotta, una goduria !! Dato il suo residuo zuccherino al limite tra il secco ( < 40 g/l ) e il semisecco ( 40 – 100 g/l ) come il disciplinare [link] descrive, l’ho abbinato con del cioccolato fondente al 70 %, il che dà un buon risultato ma se la barretta avesse avuto una percentuale più alta di cacao, quindi più amaro in bocca, probabilmente la combinazione avrebbe raggiunto le alte sfere della piacevolezza.

Questa esperienza mi fa capire che il vino marsala è un classico, anche se deflazionato nel tempo ( sopratutto negli ultimi decenni le vendite sono crollate ), non passerà mai di moda, è un nettare che non si può dimenticare e non apprezzare. Credo che sia ora di rivalutare tutta la produzione di questi luoghi che ha resistito alle varie crisi ed è giusto che si arrivi alla meritata ricompensa. Alle nuove generazioni dobbiamo far conoscere il vecchio e sempre moderno gusto del fantastico vino marsala in tutte le sue tipologie, dal Fine al Vergine Stravecchio.
In questo post tralascio molti dati tecnici, del vino a volte sono le emozioni che lo descrivono meglio, perciò voglio raccontare la passione che mi ha travolto con l’impellente bisogno di condividerla, nella speranza che qualcuno si accorga di un’altra eccellenza italiana dimentica ma, per fortuna, non ancora scomparsa.

Fabio Bruno

This article has 2 comments

  1. Massimo Tarello

    Condivido integralmente quanto scritto e mi complimento. Le eccellenze di Curatolo e di De Bartoli sono un patrimonio formidabile.
    Peccato che la stessa Sicilia non difenda i propri capolavori .È quasi impossibile degustare questi prodotti nei locali siciliani.

  2. admin

    Mi scusi per non averle risposto in un tempo ragionevole ma mi è sfuggito il suo commento, la ringrazio per i complimenti e mi trovo d’accordo sul patrimonio siciliano che viene purtroppo sommerso, è comunque una particolarità tutta italiana quella di non valorizzare gran parte delle eccellenze. Grazie ancora.

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